“The answer, my friend, is blowing in the wind” cantava un tempo Bob Dylan, ispirando e dando speranza agli animi di beatniks e pacifisti. Quasi cinquant’ anni dopo è lo stesso vento ad infondere un po’ di ottimismo sul futuro energetico del nostro pianeta, adesso che l’energia eolica può essere impiegata anche nel trasporto marittimo grazie alla tecnologia sviluppata dall’azienda tedesca SkySails. Il vento del cantautore americano era un soffio consolatore che suggeriva risposte sul futuro dell’umanità, quello di SkySails è il vento che potrebbe dare risposta parziale al problema energetico globale, un vento potente e veloce di alta quota che viene utilizzato per il traino di navi mercantili, tramite un gigantesco aquilone di dimensione variabile dai 150 ai 600 metri quadrati, dispiegato tra i 100 e i 300 metri di altezza. L’idea è semplice ma d’impatto: affiancare al motore principale a combustione la propulsione eolica, molto più economica e ad impatto ambientale nullo. Con risultati tutt’altro che trascurabili: riduzione dei costi dal 10 al 35% e del consumo di carburante fino al 50%, secondo quanto dichiarato dall’azienda. La portata della tecnologia SkySails non è di impatto ambientale trascurabile, se si tiene in considerazione, seguendo quanto detto dalla casa tedesca, che il trasporto marittimo, con un consumo annuale di circa 200-250 milioni di tonnellate di petrolio e un’emissione di circa di 600-800 milioni di tonnellate di anidride carbonica, contribuisce a circa il 5% delle emissioni globali, il doppio rispetto a quelle provenienti dal trasporto aereo. Utilizzare l’energia eolica come propulsione per una nave non è certo un’invenzione dei tempi moderni: ciò che è innovativo e che rende competitiva la tecnologia, rispetto alla navigazione a vela tradizionale, è di utilizzare un aquilone dispiegato in alta quota, dove i venti sono più veloci di circa il 10-20%, a causa dell’assenza di frizione con la superficie marina e terrestre. La velocità del vento è particolarmente rilevante dal momento che il potere di trazione di un aquilone è proporzionale al quadrato di tale quantità: questo significa, ad esempio, che laddove la velocità delle raffiche raddoppia,il potere trainante dell’aquilone quadruplica! Non è finita qui: la tecnologia sviluppata permette di utilizzare vele relativamente poco estese, minimizza l’inclinazione dello scafo e consente, attraverso un profilo aerodinamico apposito, l’utilizzo del sistema non soltanto con vento di poppa, ma anche con vento laterale. All’azienda amburghese non sono mancati i riconoscimenti: primo fra tutti il “Premio per l’Innovazione dell’Economia Tedesca”, che vanta una giuria presieduta dal premio Nobel perla Fisica 1985 Klaus von Klitzing e dal Presidente dell’Istituto Fraunhofer Hans-Joerg Bullinger.
Per approfondimenti:
www.skysails.info
Olio combustibile “bunker”
Il carburante utilizzato per la propulsione delle navi è generalmente definito olio combustibile “bunker”, dal nome dei contenitori nei quali è depositato nei porti. Il combustibile“bunker” appartiene alla famiglia dei distillati pesanti ottenuti dal petrolio e viene classificato in varie categorie, in base alla lunghezza della catena di atomi di carbonio che lo costituiscono, da 20 a 70 circa (C20-C70). Per avere un termine di confronto, la benzina è formata per la maggior parte da C6-C8, il gasolio (altrimenti detto nafta), invece, prevalentemente da C13-C18.
Green n. 12
Marzo 2008 |