Svelato finalmente il meccanismo per il quale la menta è fredda, ovvero trovato il recettore TRPM8 coinvolto nella sensazione di freddo che interagisce con il mentolo! Il merito è del gruppo del professor David McKemy dell’Università della Southern California, che ha utilizzato un topo geneticamente modificato nel quale i neuroni che esprimono le molecole di TRPM8 includevano anche un tracciante fosforescente che illuminasse le fibre nervose sensibili al freddo, che corrono dai neuroni sensoriali spinali alle terminazioni cutanee. “Gli esseri umani e altri mammiferi sembrano condividere lo stesso meccanismo” ha detto McKemy. La piacevole freschezza di una caramella alla menta, di una lozione antidolorifica o la puntura del ghiaccio sulla pelle avrebbero dunque tutte a che fare con lo stesso recettore. La rimozione di tale proteina, tuttavia, non elimina completamente la percezione di freddo: quello estremo, infatti, attiva anche circuiti dolorifici di allarme. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Neuroscience, ha come obiettivo a lungo termine quello di studiare i meccanismi molecolari associati agli organi di senso, nella speranza di sviluppare farmaci che allevino gli stati cronici di dolore, come quello dell’artrite o dell’infiammazione. “Se capiamo come i neuroni percepiscono il dolore normalmente – ha affermato McKemy – allora forse possiamo capire perché percepiamo il dolore quando non dovremmo”.
Per approfondimenti:
www.usc.edu/uscnews/stories/14678.html
Green n. 12
Marzo 2008
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