C’è sfida aperta tra entomologi e farfalle notturne migratrici: come riescono questi insetti che viaggiano affidandosi al vento, a controllare la direzione di volo, muovendosi al buio e ad alte quote? Nell’agosto del 2003, alcuni studiosi del Rothamsted Research, un network internazionale di ricerca, hanno usato un radar entomologico per seguire lo spostamento dal nord al sud della Gran Bretagna, di circa 200 milioni di farfalle notturne Autographa gamma, lungo un tragitto di oltre 300 km, percorso a più di 50 km all’ora. Secondo Jason Chapman, il coordinatore della ricerca, se le farfalle migranti non avessero controllo sulla traiettoria, la maggior parte della popolazione autunnale verrebbe spinta dal vento verso latitudini inadatte e morirebbe. L’ipotesi è che esse utilizzino sofisticati sistemi di orientamento. I ricercatori affermano che questi insetti sono in grado di influenzare la rotta e la velocità di volo in vari modi. Primo, si spostano solo nelle notti in cui i venti spirano in direzione favorevole allo svernamento. Secondo, scelgono le quote in cui ci sono le correnti più rapide e infine, volando sottovento, sommano la loro velocità - di cinque metri al secondo (18 km/h) - a quella dell’aria. Nel caso in cui vengano sospinte fuori direzione, le farfalle utilizzano un sistema di compensazione parziale della direzione del vento, già osservato in altri insetti, come le farfalle diurne e le api. Chapman afferma che la capacità di orientamento delle farfalle notturne potrebbe essere dovuta ad una bussola, simile a quella osservata negli uccelli migratori. In merito all’utilità di questo studio, egli conclude: «Considerando che molti degli insetti migranti sono altamente infestanti per le colture e tenendo conto che il riscaldamento globale aumenta la frequenza dei loro spostamenti, diventerà sempre più importante capire e prevedere le dinamiche delle loro migrazioni, per l’impatto che essi potrebbero avere sull’agricoltura globale».
Green n. 15
Agosto-Settembre 2008
|