Non siete in grado di distinguere il Brunello di Montalcino dall’aceto? La scienza corre in vostro aiuto: un gruppo di ricercatori dell’Istituto di Microelettronica di Barcellona ha sviluppato un dispositivo capace di determinare la varietà e l’annata di un vino. Questa “lingua” elettronica è composta da sei sensori chimici a base di transistor ad effetto di campo, in grado di rilevare la concentrazione di acidi, alcol o zuccheri in una sostanza. I dati ottenuti vengono poi analizzati con un opportuno metodo chemiometrico, che permette di distinguere differenti varietà di vite. «II congegno» spiega la ricercatrice spagnola Cecilia Jimez-Jorquera «è basato su principi simili al funzionamento della lingua umana ed è sensibile a cinque sapori differenti: dolce, salato, amaro, acido e umami (saporito). Il dispositivo inoltre è piccolo, robusto e portatile, il che è essenziale per le misure sul campo». La lingua elettronica può essere quindi utilizzata per rilevare le frodi relative alla varietà e l’annata del vino e peanalizzare l’uva prima della raccolta: al momento la protezione antifrode è infatti affi data non tanto alla qualità del vino stesso, quanto a marchi posti sulla bottiglia, sensibili a raggi ultravioletti, ologrammi o codici a barre. Lo strumento - come riporta la rivista britannica The Analyst - è già in grado di distinguere tra quattro varietà di uva, ma la lista è destinata ad aumentare, anche in vista di applicazioni del tutto diverse: un congegno in grado di analizzare le molecole dell’aria sarebbe infatti utile per rilevare la presenza di sostanze esplosive in ambienti pubblici a rischio di attentato. Sicuramente il congegno interessa a Bill Koch, il miliardario americano in possesso di quattro bottiglie di vino che si dice siano appartenute a Thomas Jefferson nel Settecento: dopo averle pagate mezzo milione di dollari, è convinto di essere stato raggirato ma non sa come dimostrarlo!
Lorenzo De Angeli
da Green n. 18
Novembre 2009
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