torna al sommario
Vetro flessibile

Televisori e monitor a tubo catodico, pesanti e ingombranti, sono ormai solo un ricordo. Ormai tutti abbiamo a casa quelli di nuova generazione - plasma, LCD o LED - relativamente sottili e leggeri, ma anche questi fra qualche tempo esisteranno solo nella nostra memoria. Al KAIST, Korea Advanced Institute of Science and Tecnology, hanno recentemente realizzato un film composito fatto da un tessuto di fibre di vetro rinforzato con una particolare resina che potrà essere usato per la realizzazione di schermi sottilissimi e leggerissimi, tanto flessibili da essere arrotolabili.

Schermi che siano sottili, leggerissimi, robusti e flessibili, oltre ad essere confortevoli nel loro uso. Per la loro realizzazione serve un supporto che possieda opportune caratteristiche meccaniche e ottiche atte a sostenere e proteggere lo strato che genera l’immagine. Fra le varie tipologie di materiali utilizzabili, oggi grande interesse va ai substrati organici, come quelli riportati nella immagine qui sotto, i quali prevedono la possibilità di produzione a basso costo mediante stampa su rotoli con tecnologie simili a quella inkjet delle stampanti dei nostri PC. Per poter rimpiazzare il vetro nei suoi vari usi, questi nuovi substrati devono possederne le principali caratteristiche: buona trasparenza ottica, elevata stabilità termica e chimica, birifrangenza ridotta e basso coefficiente di espansione termica. Quest’ultimo fattore è particolarmente importante, in quanto durante la produzione di queste apparecchiature si usano spesso alte temperature. Al KAIST, il gruppo di ricerca sudcoreano del professor Byeong-Soo Bae ha ottenuto le caratteristiche sopra indicate affrontando il problema da una differente angolazione, cioè rendendo flessibile il vetro, grazie alla realizzazione del GFRHybrimer (Glass Fabric Reinforced Hybrimer), una pellicola trasparente composita ad alte prestazioni fatta di tessuto di vetro rinforzato con una particolare resina le cui caratteristiche sono modulabili mediante trattamento con raggi UV. Per la sua fabbricazione sono stati usati due strati di un tessuto fatto di fibre di vetro con spessore di 25 micrometri. Dopo trattamento a 500 °C per 30’ per eliminare i composti organici usati per la produzione, il tessuto è stato posato su una lastra di vetro su cui è poi stato versato un sottile strato di una particolare resina; il tutto è stato poi chiuso a sandwich con un altro piano di vetro e sottoposto a pressatura sottovuoto. Dopo trattamento con UV e riscaldamento a 180 °C per quattro ore si ottiene un film composito flessibile e resistente, con spessore di 50-60 micrometri, la cui superficie rimane perfettamente liscia anche se sottoposta a prova di piegamento per 10mila volte. Uno dei segreti di questo nuovo substrato è l’Hybrimer, ottenuto mediante trattamento UV di una resina silossanica derivata da precursori organici contenenti silicio (Si), mediante una reazione sol-gel. Con questo termine si indica una sospensione colloidale in grado di solidificare formando un gel che viene poi purificato chimicamente e scaldato ad alte temperature ottenendo ossidi di elevata purezza (simili al gel di silice). Ciò conferisce all’Hybridomer un’elevata trasparenza e stabilità termica (fino ad oltre 370 °C), dovute alla sua natura simil-vetrosa determinata dai molti gruppi Si-OH e Si-O-Si. Diverse sono le potenziali applicazioni di questo nuovo film vetroso, oltre ai monitor e ai televisori, potrebbe essere usato per la nuova tecnologia delle celle solari con pigmenti fotovoltaici, sottili e flessibili.

RISeT
Rete Informativa Scienza e Tecnologia gestita dal Ministero degli Affari Esteri

da Green n. 21
Dicembre 2010

Un prototipo di monitor flessibile da 4,1” della Sony che usa la tecnologia OLED (Organic Light Emitting Diode). L’immagine viene formata da uno strato organico opportunamente supportato che si comporta come un LED, emettendo luce in risposta al passaggio di corrente elettrica.


 
L'editore, nell'ambito delle leggi sul copyright, è a disposizione degli aventi diritto che non si sono potuti rintracciare.
Ultimo aggiornamento: 27 dicembre 2010.
Tutti i diritti riservati ©
Consorzio INCA, 2006-2010.