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Idrogeno per mini-autotrazione
Due video su YouTube mostrano un’automobilina a idrogeno in funzione; il fine è quello di sensibilizzare il pubblico sulla necessità di abbandonare al più presto l’uso dei carburanti fossili per autotrazione.Il progetto è stato realizzato da alcuni allievi dell’Istituto d’Istruzione Superiore di Furci Siculo, nell’ambito dell’iniziativa “Ambiente in promo: un’idea per una nuova mobilità”, co-organizzata dalle autorità locali e dalla sede Unesco di Messina.

La tecnologia dell’idrogeno come vettore energetico e carburante divide gli esperti del settore (ne parleremo prossimamente su Green). Gli scettici fondano le loro posizioni sul fatto che in pratica non esiste in forma utile di gas biatomico (H2) sulla Terra, va quindi prodotto e, ad oggi, è in massima parte ottenuto da combustibili fossili attraverso processi di reforming. Per ogni atomo di carbonio presente nelle materie prime si produce una molecola di CO2, come avverrebbe se tali idrocarburi fossero bruciati direttamente in una centrale elettrica o in un motore a scoppio, senza alcun vantaggio per l’effetto serra. Chi è a favore fa osservare che diversi consorzi e laboratori di ricerca stanno concentrando i loro sforzi sullo sviluppo di tecnologie innovative alternative al reforming che permettano di produrre H2 senza usare gli idrocarburi (fossili). Tra le prospettive interessanti, c’è quella di produrlo direttamente in mare, utilizzando speciali pannelli flottanti con celle fotovoltaiche “a film sottile” per l’elettrolisi dell’acqua. Un’altra potenziale alternativa è quella di usare batteri o microalghe e catalizzatori metallici per produrre idrogeno, più altri composti, a partire dal mezzo liquido di coltura, con un dispendio minimo di energia elettrica. Per sottolineare la necessità di emanciparsi dai combustibili fossili, Alfredo La Bella, Marco Licciardello, Andrea Famulari e Daniele La Fauci della V A sezione professionale per l’industria dell’IIS di Furci Siculo hanno costruito un’automobilina a idrogeno con un kit didattico, realizzando poi dei video diffusi in rete mediante YouTube (vedi link qui sotto). L’H2 che alimenta il piccolo propulsore a fuel cell è prodotto mediante idrolisi dell’acqua con un pannellino fotovoltaico. L’uso di idrogeno per autotrazione combinato con la tecnologia delle celle a combustibile (fuel cell) permette di costruire un motore elettrico che potrà in futuro sostituire quello a scoppio. Tali celle possono essere viste come un reattore continuamente alimentato con un combustibile e un comburente (aria) per generare corrente continua. Sono costituite da due elettrodi, un anodo e un catodo, tra i quali è posto un elettrolita costituito da uno speciale polimero che permette il passaggio dei soli ioni positivi. L’idrogeno viene scisso in protoni ed elettroni grazie ad un catalizzatore. I primi diffondono attraverso l’elettrolita, mentre gli elettroni sono costretti a fluire in un circuito esterno, creando così corrente elettrica, per raggiungere il catodo, dove si ricombinano con gli ioni idrogeno e con l’ossigeno atmosferico formando H2O, semplice acqua. Quest’ultima rappresenta l’unica emissione in atmosfera di un siffatto motore, ma ciò è possibile solo con l’idrogeno; infatti, se si usassero gli idrocarburi, come avviene in altri tipi di fuel cell, il carbonio da essi contenuto si ricombinerebbe con l’ossigeno formando CO2 (vedi Green n. 1, pagg. 15-19).

Aldo Domenico Ficara
Docente coordinatore del progetto

Link ai video su YouTube:
http://www.youtube.com/watch?v=1MIGONx7apM
http://www.youtube.com/watch?v=xMO__FmkDK8&feature=related

da Green n. 22
Marzo 2011

L'automobilina funzionante con fuel cell a idrogeno realizzata nell'ambito del progetto dall'IIS di Furci Siculo (ME).
 
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Ultimo aggiornamento: 13 maggio 2011.
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