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Carta fotovoltaica
Pare una normale stampa su carta comune di un disegno geometrico, pieno di piccoli rettangoli scuri. Invece è un pannello solare, assolutamente flessibile, tanto da poter essere piegato e messo in tasca, realizzato con una tecnologia “a getto d’inchiostro” ispirata a quella delle nostre stampanti. Il materiale fotovoltaico viene spruzzato sul foglio con opportuni accorgimenti tecnici e quest’ultimo diventa capace di catturare l’energia del Sole, trasformandola in elettricità.

Carta fotovoltaica La nuova tecnologia è stata sviluppata da un team statunitense del Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Cambridge, la cui ricerca è stata pubblicata l’8 luglio scorso sulla versione online di Advanced Materials. E ci piace sottolineare che il primo dei nove autori elencati è il giovane studente di laurea specialistica Miles C. Barr.
Si può impiegare carta comune per la “stampa” di celle fotovoltaiche grazie all’uso innovativo di vapori a 120 °C e non di “inchiostri” liquidi e/o alte temperature, come fatto in precedenza per ottenere pannelli flessibili; queste condizioni “blande” di fabbricazione permettono anche l’utilizzo di supporti di stoffa o plastica.
Certo non è semplice come stamparsi una fotografia delle vacanze col PC di casa. Per creare l’array di celle fotovoltaiche (i rettangolini scuri visibili sul foglio) devono essere depositati sottovuoto su uno stesso foglio ben cinque strati di materiale, con passaggi successivi, utilizzando un’apposita maschera che può essere anche di carta. Il processo è in realtà più simile a quello utilizzato per depositare lo strato argentato interno protettivo nei sacchetti per patatine e snack simili, economico e utilizzabile su larga scala.
Le celle sono resistenti e funzionano anche se il foglio di carta è piegato più volte, magari per creare un fantasioso origami. Inoltre, alcune prove realizzate su film di PET hanno dimostrato che possono essere piegati per 1.000 volte senza perdite significative di prestazioni. La leggerezza di questi nuovi pannelli potrà, inoltre, permettere di raggiungere alte rese energetiche per chil o g r a m m o di peso del sistema.
Il grande vantaggio di questa nuova tecnologia sta nella sua economicità con possibilità di utilizzo di massa. Nei comuni pannelli fotovoltaici moderni, i costi dei componenti inattivi - come il supporto (vetro ecc.) e altre strutture meccaniche - o dell’installazione spesso superano quelli del materiale attivo che produce elettricità. La nuova tecnologia sviluppata dal Mit permette invece di stampare i fogli e di appenderli semplicemente a un muro, per ottenere magari una carta da parati fotovoltaica. E molti altri ancora sono gli utilizzi fantasiosi che saranno resi possibili dall’uso di supporti in stoffa o plastica.
Allo stato attuale, uno dei maggiori problemi del sistema è la bassa resa di conversione dell’energia solare che si attesta attorno all’1%, contro il 20% circa delle tecnologie fotovoltaiche più comuni. Gli sforzi della ricerca si stanno quindi orientando verso l’aumento dell’efficienza della “carta fotovoltaica” che è comunque già utilizzabile per alimentare piccoli strumenti elettronici.

F.Z.

da Green n. 24
Settembre 2011


Immagine: Patrick Gillooly
 
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Ultimo aggiornamento: 23 settembre 2011.
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