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Sole stanco
A metà del giugno scorso, i ricercatori statunitensi del National Solar Observatory (NSO) e dell’Air Force Research Laboratory (AFRL) hanno riscontrato che l’attività solare sta rallentando. Ciò potrebbe preludere a un periodo di relativa inattività della nostra stella, di “riposo”. Secondo i calcoli dell’NSO le conseguenze sulla temperatura media della Terra sarebbero marginali. Non si verificherebbe, cioè, la mini-era glaciale che qualcuno ha ipotizzato.

Le macchie solari e le altre attività del Sole aumentano e diminuiscono con un ciclo di 11 anni, la metà del periodo d’inversione dei poli magnetici della nostra stella. Quello corrente è il 24° da quando siamo in grado di osservare il fenomeno; è iniziato nel 2008 e dovrebbe arrivare al picco verso il 2013. Studi indipendenti sulla massa interna, sulla superficie e sulla corona solare indicano, però, che il prossimo ciclo, il 25°, dovrebbe essere assai ridotto o non comparire affatto.
“Questo è decisamente inusuale e inatteso - afferma Frank Hill dell’NSO - ma vi sono tre osservazioni del Sole, di natura decisamente diversa, le quali puntano nella stessa direzione e ciò rappresenta un’indicazione significativa che il ciclo delle macchie solari potrebbe essere sul punto di entrare in uno stato di ibernazione”.
Infatti, a questo punto, i fenomeni che preludono all’inizio del ciclo successivo dovrebbero essere rilevabili, ma non lo sono. Pertanto, sempre secondo Hill, esso potrebbe essere ritardato al 2021-2022 o non comparire affatto. Oltretutto, secondo studi sulla corona solare effettuati dal gruppo di Richard Altrock dell’AFRL, il picco del 2013 potrebbe essere relativamente basso. La domanda che si pongono i ricercatori è se siamo di fronte ad un altro periodo di minima attività delle macchie solari, come già avvenuto nel periodo 1645-1715 in cui per 70 anni esse furono praticamente assenti, noto come “minimo di Maunder”.
“Se abbiamo ragione - continua Hill - questo (del 2013, ndr) potrebbe essere l’ultimo picco dell’attività solare che vedremo per diversi decenni. Ciò influenzerebbe tutto, dall’esplorazione spaziale al clima sulla Terra”. In seguito, lo scienziato dell’NSO ha chiarito che il suo gruppo non sta predicendo una mini-era glaciale, ma un comportamento inusuale dell’attività solare, le cui connessioni coi cambiamenti climatici sono ancora poco note. Secondo i suoi calcoli, un nuovo minimo di Maunder porterebbe ad una diminuzione della temperatura media del nostro pianeta di 0,3 °C, troppo poco per scatenare una nuova glaciazione, come qualcuno ha ipotizzato. Però, se il fenomeno durasse alcuni decenni potrebbe mitigare marginalmente l’effetto del riscaldamento globale, a seguito del quale si prevedono aumenti della temperatura media di 2,0-4,5 °C da qui al 2100. Ironicamente sarebbe proprio il Sole a raffreddare la Terra…

R.G.

da Green n. 24
Settembre 2011

Il Sole osservato alla luce visibile in un periodo di minimo (2006, a sinistra) e di massimo dell’attività delle macchie solari (2001, a destra).
[Immagine: National Solar Observatory, Usa]
Un’immagine dettagliata di un gruppo complesso di macchie solari che mostra delle “ombre” scure, altamente magnetizzate, e delle “penombre”, dove è visibile una struttura ben definita.
[Immagine: National Solar Observatory, Usa]
 
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Ultimo aggiornamento: 23 settembre 2011.
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